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Acqua in bottiglie di plastica esposte al sole: la vendita è un reato per la Cassazione

Multe per i commercianti che non conservano correttamente le bottiglie di plastica: lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza.

Ci sono dei preziosi risvolti in materia di conservazione dell'integrità dei prodotti alimentari, in particolar modo delle sostanze liquide contenute in appositi contenitori fatti di plastica. Secondo la sentenza emessa dalla Cassazione nel mese di agosto 2018, la vendita di liquidi contenuti in contenitori di plastica esposti al sole è ritenuta un reato e può essere sanzionata fino ad un massimo di 1.500 euro.

La plastica esposta al sole può deteriorarsi facilmente e rilasciare sostanze nocive

Ci sono dei beni di largo consumo, per esempio le bottigliette di acqua, che sono facilmente reperibili un po' ovunque, ma, così come avviene per altri prodotti di largo consumo, devono rispondere positivamente a determinate regole, allo scopo di assicurare l'integrità del prodotto al consumatore finale, in modo da non alterare le sostanze nutritive contenute nei beni stessi e non compromettere la salute generale dei potenziali acquirenti.

I contenitori di molte sostanze liquide di largo consumo sono per la maggior parte composti di plastica, uno dei materiali più inquinanti esistenti al mondo. Se messa all'esposizione solare, può deteriorarsi facilmente e rilasciare delle sostanze molto nocive per la salute all'interno dei contenitori, chiamate 'microplastiche', che possono essere ingerite dai potenziali acquirenti. Trattasi di un meccanismo naturale che vale non solo per le bottigliette d'acqua, ma anche per i contenitori di plastica di molte altre sostanze liquide consumate in Italia; la denuncia di questo importante esempio di evenienza, potenzialmente molto dannosa per la salute dei consumatori, era stata sporta dal Codacons dopo aver effettuato un'accurata analisi.

La sentenza della Cassazione

La violazione in materia di commercializzazione di contenitori in plastica potenzialmente biodegradabili e quindi particolarmente nocivi alla salute del consumatore finale si concretizza non solo quando i contenitori di plastica sono stati esposti al sole prima di essere messi in vendita, ma anche quando non vi è un accertamento del danno, da parte dei venditori, al bene tutelato.

Quanto appena detto è stato stabilito da una recente sentenza emessa dalla Cassazione, risalente allo scorso mese di agosto 2018, per la precisione la sentenza 39037 dello scorso 28 agosto. Le temperature tra il mese di giugno e il mese di settembre possono alterare in modo rilevante la composizione della sostanza contenuta in contenitori di plastica, motivo per il quale la vendita di beni la cui composizione chimica è alterata è sanzionata fino ad un massimo di 1.500 euro

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